Ma veniamo a noi e all’argomento di oggi. Concentreremo la nostra attenzione su una parte del corpo molto importante, sugli occhi. 

Con gli occhi vediamo, non sempre benissimo a dire il vero, c’è anche gente abbastanza accecata (cioè che ci vede poco, accecata in senso figurativo ovviamente), ma gli occhi sono i protagonisti di molte espressioni di uso comune in tutte le lingue. Vediamo un po’ come li usano gli italiani, questi occhi!

Avere (o fare) l’occhio da triglia 

Bene, la prima espressione è abbastanza divertente. Intanto partiamo con lo spiegare cos’è una triglia, non tutti lo sanno. 

La triglia è un pesce di mare, che vive sia nei climi tropicali che nel mar Mediterraneo. Vabbè che poi pure il Mediterraneo sta diventando tropicale… ma questo è un altro discorso.

Comunque la triglia è un pesce non bellissimo, se devo dire la verità. Ma buono. Era conosciuto fin dai tempi dei Romani.

Se ti capita di andare al mercato e vuoi comprare una triglia da mangiare per cena, puoi riconoscere la freschezza del pesce guardando gli occhi. Se hanno un colore brillante vuol dire che il pesce è appena pescato ed è buono. Se sono spenti, se sembra che ci sia quasi una patina bianca, o un velo opaco, insomma, se il colore non è più così vivo e brillante… vi conviene lasciarla lì dov’è.

Questa è una regola che vale per tutti i pesci… o almeno per quelli in cui siete in grado di identificare gli occhi.

Bene, ma allora cosa vuol dire avere l’occhio da triglia? Vuol dire che si è innamorati! Facile, no? 

Hai presente quando ti innamori… che ogni tua energia mentale è rivolta all’altra persona? La pensi sempre, ti immagini  cose, situazioni, parole, la vuoi, vorresti vederla in ogni momento… Insomma, è obiettivamente difficile. Ti toglie le energie (ma te ne dà anche tante secondo me).

Bene, in passato hanno trovato una somiglianza tra l’occhio opaco della triglia non freschissima e quello degli innamorati. Hanno gli stessi occhi languidi, persi, sognanti, assenti. Figo, no?

(…)

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Categorie: Espressioni

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